Premessa: critica del premio di maggioranza
In un sistema politico composto da due grossi blocchi il premio di maggioranza è un elemento di forzatura. In un sistema in cui i blocchi sono tre o più la forzatura è ancora più evidente e grave. Ipotizzando tre blocchi di uguale forza (33% l'uno), nessuno dei quali vuole un'alleanza di governo con l'altro, usare il premio di maggioranza per il blocco che ha preso pochi voti più dell'altro significa dare il governo a una forza a cui il 66% del paese è contrario.
Il premio di maggioranza, inoltre, introduce un elemento di frustrazione nella minoranza, che diventa di fatto irrilevante, e sposta molto il peso a favore del governo.
D'altro lato, come assicurare governabilità in un sistema in cui non c'è una forza prevalente e le forze principali non vogliono allearsi tra loro?
Proposta: ecco a voi il sistema di cooperazione forzata.
Basta introdurre un lieve ma fondamentale cambiamento all'art. 94 della costituzione: il governo deve avere la fiducia della Camera (solo della Camera, non del Senato). Anche tutto il resto dell'articolo cambierebbe, in particolare il comma 3 "Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alla Camera per ottenerne la fiducia".
Vediamo quale sarebbe l'effetto di questo cambiamento nell'attuale panorama italiano:
-) Poiché la legge elettorale assegna un premio di maggioranza alla Camera, formare un governo che ottenga la fiducia alla Camera dovrebbe essere cosa semplice.
-) L'assenza di maggioranza al senato per la coalizione di governo avrebbe due grosse implicazioni:
- Si dovrebbe cercare di volta in volta l'accordo con le altre forze in senato per avere la maggioranza. Questo, lungi dall'essere spiacevole, sarebbe anzi un restituire dignità alle forze di minoranza presenti in parlamento, che potrebbero uscire dal ruolo di vuota protesta per risultare propositive e determinanti.
- Questo modificherebbe i rapporti di forza tra governo e parlamento, e di fatto porterebbe il Governo a legiferare meno e tornare a concentrarsi sul suo potere esecutivo. Legislature a colpi di decreti e di fiducia come quelle passate non sarebbero più possibili.
In pratica si metterebbero in atto, ma in forma razionale, due dei mantra attuali di m5s: il "valutare legge per legge" e il "restituire centralità al parlamento".
Questa modifica funzionerebbe già con l'attuale legge elettorale. Giusto per fare le cose per bene, però, si potrebbe comunque cambiare anch'essa, in una direzione che assicuri il massimo di rappresentatività al parlamento, e la più ampia possibilità di scelta ai cittadini, mantenendo la governabilità. Alla Camera quindi la legge potrebbe essere un proporzionale con premio di maggioranza del 55% alla coalizione vincente. Al Senato, un proporzionale puro, su base regionale, senza premio di maggioranza.








