Con la crescente diffusione di Facebook, capita di sentirsi chiedere "ma a che serve?". (*) Domanda a cui talvolta anche i più veterani non sanno bene come rispondere, il che può portarli a pensare: "forse dovrei chiudere il mio account".
Ecco cosa rispondo io.
Secondo me Facebook può servire per avere mini-aggiornamenti sulla vita di persone che conosci (e per dare a loro mini-aggiornamenti sulla tua). Per fare questo, nella finestrella che compare in cima alla homepage, dove c'è scritto "che fai in questo momento?", scrivi un pensiero, cosa stai facendo, cosa stai per fare o una minchiata qualunque.
Poi torna a controllare la tua pagina facebook una volta al giorno: vedrai un aggiornamento sulle ultime attività dei tuoi amici: Alessandra non ha trovato le sue amiche quarantenni, Marco parteciperà a "Cultura digitale e politica dell'informazione", Ghigo pensa che facebook sia una merda (e lo scrive su facebook).
Poi magari leggerai che Morena ha scritto a Matteo che il suo vino è molto buono, e che Marta è appena stata taggata in una foto: cliccherai sulla foto e ti ritroverai a farti un pochino di cazzi suoi, guardando le foto del Natale della cognata. E ti arriverà una notifica sul fatto che Maurizio è diventato fan del gruppo "Vecchietti che guardano i lavori in corso" e magari gli darai un'occhiata pure tu e così via.
Sulle prime ti sembrerà immancabilmente una puttanata pazzesca. Ma se consulterai la tua pagina di facebook per cinque-dieci minuti ogni giorno in cui ti colleghi a internet, e se avrai la ventura di avere amici che usano facebook (sottolineo: *usano*, nel senso che dicevo prima, non che semplicemente hanno un account che non aggiornano mai), vedrai che dopo un po' comincerai a trarne qualcosa, e magari ti sembrerà di conoscere meglio alcune persone.
Per aumentare le possibilità che ciò accada, è utile avere un buon numero di "amici": e non limitarti a quelli che consideri veramente tuoi amici, infila pure persone che conosci così così: può darsi che siano proprio quelle a sorprenderti di più.
Chiudo con una regoletta: fai come se la privacy su Facebook non esistesse. In teoria è possibile comunicare solo con certe persone, mostrare foto solo ad alcuni etc. Ma gli errori tuoi (o i giramenti di palle dei gestori facebook) sono all'ordine del giorno, e quindi non si sa mai: ogni volta che immetti una qualunque informazione su di te, pensa che è come se tutto il mondo lo venisse a sapere e regolati di conseguenza.
Ah, non è una regola, ma io eviterei di diventare amico di facebook dei propri figli e nipoti, e dei propri capi. Ci sono barriere sociali che devono restare tali, a mio avviso.
(*) che poi forse è la domanda ad essere sbagliata in partenza. Facebook è un mezzo di comunicazione. Okay chiedere come si usa. Ma chiedere a che serve suona strano. A che serve telefonare? Mandarsi le mail? A che servono gli sms? A che serve parlare?
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martedì 30 dicembre 2008
sabato 1 novembre 2008
Chi non fa p2p fa ingrassare anche te: digli di cominciare
Leggo nell'editoriale di Altroconsumo di ottobre, dal titolo "Pubblicità che ingrassa"
Ma va! Va beh cercare di essere sempre corretti, ma qui siamo naif fino all'autolesionismo. Come si fa a dipingere uno scenario di guerra come quello a inizio editoriale (lo ricordo: al 40% dei bambini sta aumentando il rischio di diabete, tumori etc.) e poi proporre che i responsabili di questo scenario si autoregolamentino?
T'immagini infuocati editoriali nei giornali di paesi invasi che chiedono che i paesi invasori si dotino di un codice di autoregolamentazione? Bombardateci, ma un po' meno e solo dalle 21 in poi...
E hai voglia pure a dire che bisogna guardare meno la tv, e invece bisogna giocare, muoversi etc. Giusto, ma come si fa? Come fai a proibire a tuo figlio di guardare il programma che tutti gli altri bambini guardano in tv?
Ecco come fai: non glie lo proibisci. Ma gli insegni a scaricarlo da eMule e da BitTorrent. Circuiti p2p in cui benemeriti della società (ricordate sempre il dato sul rischio malattie, sia dal punto di vista umanitario che dei costi sociali) immettono esattamente i programmi che i vostri figli vorrebbero guardare, ma senza neanche un secondo di pubblicità.
A guerra si risponde con la guerra. I programmi in tv sono infarciti di pubblicità oltre ogni limite di decenza? E noi guardiamoli lo stesso, ma senza pubblicità. In questo modo, tra l'altro, i programmi durano molto meno (se togli la pubblicità le due ore di tv pomeridiana si liofilizzano a una mezz'oretta al massimo) ed ecco che si libera pure lo spazio per fare sport e altri giochi.
La situazione è grave e i dati si fanno di anno
in anno più allarmanti: in Italia, quattro bambini
su dieci, in età compresa tra i 6 e i 9 anni, sono obesi o in
sovrappeso.
Un bambino obeso può subire gravi disturbi dello sviluppo e della crescita
e ha alte probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari,diabete e tumori.
Un problema di salute, dunque, ma anche un problema sociale,
che comporta elevati costi economici, se gli adulti di domani
avranno costantemente bisogno di cure mediche.
Tra le concause di questa epidemia c’è il consumo di alimenti poco sani e molto calorici, merendine, snack dolci e salati, bibite, spinti da un pressing pubblicitario che ha molta presa sui bambini ed è capace di orientare iFin qui Rosanna Massarenti, direttore di Altroconsumo. Ottima analisi, con la quale concordo in pieno. Come affrontare la situazione? Altroconsumo aderisce alla campagna contro l'obesità infantile lanciata da Consumers International, che
loro desideri e i loro gusti.
propone l'adozione di un codice internazionale di autoregolamentazione per alimenti e bevande destinati ai più piccoliCerto, come no! Le pubblicità sono così aggressive solo per sbaglio, le multinazionali delle merendine e le televisioni non l'hanno mica fatto apposta, erano solo un attimo sovrappensiero... un codice di autoregolamentazione basta e avanza.
Ma va! Va beh cercare di essere sempre corretti, ma qui siamo naif fino all'autolesionismo. Come si fa a dipingere uno scenario di guerra come quello a inizio editoriale (lo ricordo: al 40% dei bambini sta aumentando il rischio di diabete, tumori etc.) e poi proporre che i responsabili di questo scenario si autoregolamentino?
T'immagini infuocati editoriali nei giornali di paesi invasi che chiedono che i paesi invasori si dotino di un codice di autoregolamentazione? Bombardateci, ma un po' meno e solo dalle 21 in poi...
E hai voglia pure a dire che bisogna guardare meno la tv, e invece bisogna giocare, muoversi etc. Giusto, ma come si fa? Come fai a proibire a tuo figlio di guardare il programma che tutti gli altri bambini guardano in tv?
Ecco come fai: non glie lo proibisci. Ma gli insegni a scaricarlo da eMule e da BitTorrent. Circuiti p2p in cui benemeriti della società (ricordate sempre il dato sul rischio malattie, sia dal punto di vista umanitario che dei costi sociali) immettono esattamente i programmi che i vostri figli vorrebbero guardare, ma senza neanche un secondo di pubblicità.
A guerra si risponde con la guerra. I programmi in tv sono infarciti di pubblicità oltre ogni limite di decenza? E noi guardiamoli lo stesso, ma senza pubblicità. In questo modo, tra l'altro, i programmi durano molto meno (se togli la pubblicità le due ore di tv pomeridiana si liofilizzano a una mezz'oretta al massimo) ed ecco che si libera pure lo spazio per fare sport e altri giochi.
mercoledì 29 ottobre 2008
Chiamare le cose con il loro nome: prelevatori non giustificati di denaro dalle tasche altrui
Ovvero: il mondo al contrario.Su Hi_Test di Novembre abbiamo appena pubblicato una bella inchiesta sui riparatori di monitor di computer. Abbiamo preso dei monitor nuovi e perfettamente funzionanti, abbiamo piegato un piolo nelle prese dei cavi e li abbiamo portati a riparare, ovviamente facendo finta di non sapere quale fosse il problema.
Risultato: su 31 negozi, in 19 casi ci hanno fregato, facendo finta che il danno fosse un altro, e di più grave entità
il guasto probabilmente dipende da uno sbalzo di tensione provocato da un altro elettrodomestico casalingooppure
abbiamo dovuto eseguire una serie di saldature all'interno del monitorIn questi negozi ci hanno fatto spendere cifre da 30 fino ad addirittura 100 euro, per un guasto riparabile in un minuto con una pinzetta.
Perché dico "il mondo al contrario"? Perché, invece di titolare il pezzo "Brutti ladri di merda", ci siamo dovuti barcamenare con giri di parole e finezze linguistiche, perché se no finiva che qualcuno di quelli - offesi a morte per essere stati colti con le mani in pasta - querelava noi.
Quindi mi astengo anch'io dal nominarli, ma invece penso di fare pubblico servizio citando i nomi dei negozianti che si sono comportati bene, non facendoci pagare niente o, al più, una ventina di euro per il cavo nuovo.
A Milano:
2M Digitech Srl - Via G. Romano 21 (0 euro)
Centro Assistenza Tecnica - Via dei Biancospini 3 (20 euro)
A Roma:
H2S - Via Assisi 38 (0 euro)
A.D.G. Service - Via R. Lepetit 29 (10 euro)
SMag Computer - Via Crescenzo Del Monte 28/32 (15 euro)
A Napoli:
Computer Team - Via A. Scarlatti 110 (0 euro)
Master Service - Via G. Gigante 23 (0 euro)
Tecniche Elettroniche - Via Pomponio Gaurico 17 (20 euro)
Segnalo anche che le assistenze telefoniche ufficiali di Philips e Samsung si sono comportate entrambe bene, guidandoci per telefono alla soluzione del problema.
Link:
Il riassunto del pezzo sul sito di Altroconsumo
Il pezzo su Repubblica tratto dalla nostra inchiesta
P.S.
l'immagine a corredo del post l'ho presa da qui Se voleste rimuoverla, basta comunicarmelo.
mercoledì 6 agosto 2008
Scrivere con la tastiera dell'iphone
Uno due tre prova tastiera. La tastiera a video, inclusa di correttore automatico non è malaccio.
Però il correttore certe volte esagera e propone termini scorretti. Per esempio molti verbi vengono accentati come se si stesse parlando al passato remoto. Cercò al posto di cerco, ché al posto di che e m'a al posto di ma.
Per rifiutare le proposte automatiche del correttore bisogna premere a schermo la x di fianco alla parola proposta, il che è piuttosto scomodo e soprattutto è molto irritante quando lo devi fare nonostante la parola ché hai scritto sia giusta.
D'altro canto, quando scrivi scpmodo e lui te lo corregge in scomodo senza dover far niente è una figata.
Consigli per scrivere con iphone:
- scrivere senza paura, il più rapidamente possibile;
- tenere sempre d'occhio lo schermo mentre si scrive;
- quando si sbaglia lettera continuare a scrivere senza correggere: le probabilità sono alte che la correzione automatica sia giusta;
- non appena viene proposta la parola corretta premere spazio o inserire un segno di punteggiatura;
- se la proposta è sbagliata, scrivere la parola fino alla fine;
- se la proposta continua ad essere sbagliata, rifiutarla premendo la x di fianco ad essa;
- per scrivere una lettera accentata, tenere premuta la lettera in questione.
Questo post è stato scritto con un iPhone, senza metterci troppo (ma resta beninteso che non c'è paragone con un vero computer)
Però il correttore certe volte esagera e propone termini scorretti. Per esempio molti verbi vengono accentati come se si stesse parlando al passato remoto. Cercò al posto di cerco, ché al posto di che e m'a al posto di ma.
Per rifiutare le proposte automatiche del correttore bisogna premere a schermo la x di fianco alla parola proposta, il che è piuttosto scomodo e soprattutto è molto irritante quando lo devi fare nonostante la parola ché hai scritto sia giusta.
D'altro canto, quando scrivi scpmodo e lui te lo corregge in scomodo senza dover far niente è una figata.
Consigli per scrivere con iphone:
- scrivere senza paura, il più rapidamente possibile;
- tenere sempre d'occhio lo schermo mentre si scrive;
- quando si sbaglia lettera continuare a scrivere senza correggere: le probabilità sono alte che la correzione automatica sia giusta;
- non appena viene proposta la parola corretta premere spazio o inserire un segno di punteggiatura;
- se la proposta è sbagliata, scrivere la parola fino alla fine;
- se la proposta continua ad essere sbagliata, rifiutarla premendo la x di fianco ad essa;
- per scrivere una lettera accentata, tenere premuta la lettera in questione.
Questo post è stato scritto con un iPhone, senza metterci troppo (ma resta beninteso che non c'è paragone con un vero computer)
martedì 24 giugno 2008
Test comparativo sulle piattaforme blog
Per il numero di settembre di Hi_Test, il bimestrale di tecnologia di Altroconsumo, stiamo preparando un test sulle piattaforme blog. Vorremmo costruire il test pensando sia a utenti alle prime armi che a un'utenza più esperta, e mi piacerebbe ricevere qualche suggerimento dalla comunità blogger italiana.
Qui sotto vi ricopio la bozza dello schema test che abbiamo preparato e, in fondo, l'elenco dei siti che intendiamo analizzare. Qualunque osservazione, spunto, suggerimento è graditissimo.(P.S. Saremmo orientati a effettuare il test solo sui siti che offrono anche un servizio di hosting, quindi per esempio Wordpress.com sì, wordpress.org no - ma mi piacerebbe molto sentire argomenti pro e contro questa scelta)
------------ Lo schema del test ------------
A meno che non sia diversamente specificato, per ognuna delle voci sottostanti fornire un giudizio da 1 a 5 (1 = pessimo, 2 = mediocre, 3 = sufficiente, 4 = buono, 5 = ottimo) e giustificare il giudizio assegnato.
1. APRIRE UN BLOG
1.1. Quantità di dati personali richiesti durante la fase di registrazione (Esprimere con un giudizio da 1 a 5. 1 = richiesta una quantità eccessiva di dati; 5 = non è richiesto alcun dato).
1.2. C'è un modo certo per identificare chi ha aperto il blog (es. n di cellulare) o è possibile un relativo anonimato?
1.3. Com'è strutturato il nome del blog che si apre? (Es. = nomeblog.blogger.com).
1.4. Lingua (italiano o inglese)?
1.4.1. dei comandi
1.4.2. help e faq
1.5. Scelta del template iniziale:
1.5.1. ricchezza e qualità della scelta
1.5.2. semplicità dell'operazione.
1.6. Tempo (in secondi) necessario per la creazione di un blog ex-novo, dal momento in cui si digita l’indirizzo della pagina al momento in cui è possibile scrivere il primo post.
1.7. Giudizio complessivo sull'operazione di creazione del blog.
2. SCRIVERE UN POST
2.1. Qualità dell’editor di testo (semplicità, intuitività, comandi disponibili…)
2.1.1. Nell’editor è presente uno strumento di correzione ortografica?
2.2. aggiunta di elementi multimediali
2.2.1. inserimento di foto
- semplicità dell’operazione di caricamento di immagini
- semplicità nel formattare correttamente un post con immagini
- creazione automatica di thumbnail?
2.2.3. integrazione con servizi di foto online tipo flickr
2.2.4. integrazione con servizi di video online tipo youtube
2.2.5. dimensioni dello spazio di memoria personale fornito dal sito.
2.3. Anteprima: corrispondenza tra anteprima e post effettivamente pubblicato
2.3.1. in un post di solo testo
2.3.2. in un post con tre foto
2.4. inserimento tag
2.5. Inserimento categorie e sottocategorie
2.6. Salvataggio delle bozze (autosave, salvare senza pubblicare etc)
3. GESTIONE QUOTIDIANA DEL BLOG
3.1. Aggiunta e gestione di moduli alla pagina (blogroll, categorie e simili)
3.2. Creazione di pagine statiche (Faq, profilo etc)
3.3. modificare un post già pubblicato
3.4. cancellare uno o più post già pubblicati
3.5. modificare i tag di tanti post contemporaneamente
3.6. gestione del proprio feed rss (Rss? Atom?)
3.7. Ricerca nel blog?
3.8. gestione dei commenti
3.8.1. è possibile moderarli?
3.8.2. Il commentatore può modificare i propri commenti?
3.8.3. Cocomment funziona?
3.8.4. Si aprono nella stessa pagina o in un popup?
3.8.5. Protezione antispam?
- · Tramite registrazione utente
- · Tramite Captchas?
- · Altro (specificare)
3.8.7. Si può bannare un utente/IP?
3.8.8. Giudizio complessivo sulla gestione dei commenti
3.9. Archiviazione vecchi post
4. GESTIONE AVANZATA
4.1. Personalizzazione della pagina
4.1.1. Possibilità di inserire elementi “esterni”:
- · Javascript
- · Feed rss di altri siti
- · Altro (specificare)
4.1.2. Possibilità di cambiare il template iniziale
- · Con nuovi template
- · Personalizzando quello esistente (allargare la colonna del testo; spostare i vari elementi della pagina)
4.2. Inserimento pubblicità
4.3. Integrazione con altri servizi web
4.4. Statistiche sull’uso del blog
4.5. Possibilità di avere un blog multiautore
4.6. E’ possibile rendere il blog privato? (accessibile solo a persone selezionate)
4.7. Gestione di trackback e permalink
4.8. Trasferimento su dominio personale
4.9. Scrittura di post non tramite il sito “ufficiale”
4.9.1. Via cellulare (SMS? MMS?)
4.9.2. Via email?
4.9.3. Direttamente da altri siti web
4.10. Importare i post da un vecchio blog?
4.11. Esportare i post su un nuovo blog?
5. ALTRO
5.1. Velocità e stabilità del blog (giudizio soggettivo – sia in fase di scrittura del post, che in fase di consultazione)
5.2. Posizionamento sui principali motori di ricerca. Il blog è automaticamente visibile o bisogna fare qualcosa affinché sia “visto” da Google e Technorati?
5.3. Prezzo
5.4. Valutazione complessiva:
5.4.1. Principianti
- · (è possibile gestire il blog senza alcuna conoscenza di html, java e simili)?
------------ L'elenco dei siti ------------
domenica 11 maggio 2008
Recensione: Wii Fit

Qui sotto, un pezzo sulla Wii Fit che ho scritto per Altroconsumo di Giugno. Per il momento, dopo due settimane d'uso, io non ho perso un etto, mentre la Simo ha perso un chilo ma si è infortunata al ginocchio!
Nintendo Wii Fit
"Andare in palestra? Una pizza. Fare jogging? peggio ancora. Però, certo, so di essere sovrappeso, so che esserlo non mi fa bene alla salute e un modo di tirare giù quei chili di troppo lo vorrei trovare." Se vi riconoscete in questa descrizione può valer la pena dare un'occhiata a Wii Fit, il recentissimo, e notevole, prodotto di Nintendo da abbinare alla Wii.
La palestra in un gioco
L’azienda giapponese ci riprova oggi con un "gioco" mirato a chi vorrebbe dimagrire, o perlomeno migliorare un po' la propria forma fisica, e con una specie di bilancia al posto del controller.
Si inseriscono la data di nascita e l'altezza, si sale sulla Wii Balance Board (la bilancia) e si attende il responso che, sulla base dell'Imc (Indice di massa corporea) calcolato all'istante, può variare dal sottopeso all'obesità. Dopo di che ci si può allenare con numerosi esercizi di yoga, equilibrio, muscolari e aerobici. Alcuni esercizi, come le biglie pazze o lo slalom, sono giochi a tutti gli effetti, per giunta tra i primi a essere eseguibili senza tenere in mano alcunché. Altri, come gli esercizi di yoga o le flessioni, sono difficilmente definibili giochi (così come non è certo divertente sentirsi dare dell'obeso da un computer), ma rendono bene l'intento del prodotto: aiutare le persone a migliorare la propria forma fisica senza morire di noia. Ci riuscirà? Noi lo abbiamo provato grazie a una famiglia [la mia, n.d.r.] composta da un bambino di cinque anni, due genitori quarantenni e due nonne settantenni, tutti fortemente sovrappeso (a parte il bimbo). L'accoglienza è stata entusiasta da parte di tutte e tre le generazioni. Ma va detto che anche le prime volte che si va in palestra o in piscina si prova un certo entusiasmo, spesso destinato a svanire in fretta.
Lasceremo la Wii Fit alla nostra famiglia campione ancora per qualche mese, quando torneremo sull'argomento per vedere se il prodotto sarà riuscito a mantenersi attraente e se avrà sortito gli effetti sperati. Nel frattempo, badate che la spesa non è da poco: il gioco costa 89 euro, e se non l’avete già dovrete comprare anche la console, che costa 250 euro (venduta in pacchetto con alcuni giochi). E magari approfittate dell'estate per fare un po' di fitness vero, all'aria aperta.
Aggiornamento: ho integrato la recensione con altre impressioni d'uso
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