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martedì 19 luglio 2011

mercoledì 6 maggio 2009

Facebook, la crisi, il Natale, la tristezza e la felicità


Lexicon è un'applicazione di Facebook che conta le parole usate dagli utenti sulle bacheche. E' interessante per osservare i trend del momento o per fare un po' di sociologia spicciola. Per esempio il grafico qui sopra mostra la frequenza di utilizzo delle parole "triste" e "felice" da ottobre 2007 ad oggi.
Se ne deduce che:
  • i primi utenti italiani di facebook (dunque gli appassionati di informatica) erano già parecchio tristi (e quella mini impennata di felicità a Natale 2007 mette ancora più tristezza).
  • la crisi finanziaria, iniziata verso agosto 2008, ha portato una ventata di felicità.
  • Pasqua e, soprattutto, Natale si confermano come momenti di grande gioia.
Altri esempi: gli utenti di facebook preferiscono il mare alla montagna, il vino alla birra e, qualunque cosa sia, ne vogliono ancora.

Per diverticchiarvi anche voi, andate su www.facebook.com/lexicon e inserite i termini che vi intreressano, separandoli con una virgola (se ne possono confrontare fino a cinque contemporaneamente).

martedì 30 dicembre 2008

A che serve facebook

Con la crescente diffusione di Facebook, capita di sentirsi chiedere "ma a che serve?". (*) Domanda a cui talvolta anche i più veterani non sanno bene come rispondere, il che può portarli a pensare: "forse dovrei chiudere il mio account".

Ecco cosa rispondo io.

Secondo me Facebook può servire per avere mini-aggiornamenti sulla vita di persone che conosci (e per dare a loro mini-aggiornamenti sulla tua). Per fare questo, nella finestrella che compare in cima alla homepage, dove c'è scritto "che fai in questo momento?", scrivi un pensiero, cosa stai facendo, cosa stai per fare o una minchiata qualunque.
Poi torna a controllare la tua pagina facebook una volta al giorno: vedrai un aggiornamento sulle ultime attività dei tuoi amici: Alessandra non ha trovato le sue amiche quarantenni, Marco parteciperà a "Cultura digitale e politica dell'informazione", Ghigo pensa che facebook sia una merda (e lo scrive su facebook).

Poi magari leggerai che Morena ha scritto a Matteo che il suo vino è molto buono, e che Marta è appena stata taggata in una foto: cliccherai sulla foto e ti ritroverai a farti un pochino di cazzi suoi, guardando le foto del Natale della cognata. E ti arriverà una notifica sul fatto che Maurizio è diventato fan del gruppo "Vecchietti che guardano i lavori in corso" e magari gli darai un'occhiata pure tu e così via.

Sulle prime ti sembrerà immancabilmente una puttanata pazzesca. Ma se consulterai la tua pagina di facebook per cinque-dieci minuti ogni giorno in cui ti colleghi a internet, e se avrai la ventura di avere amici che usano facebook (sottolineo: *usano*, nel senso che dicevo prima, non che semplicemente hanno un account che non aggiornano mai), vedrai che dopo un po' comincerai a trarne qualcosa, e magari ti sembrerà di conoscere meglio alcune persone.
Per aumentare le possibilità che ciò accada, è utile avere un buon numero di "amici": e non limitarti a quelli che consideri veramente tuoi amici, infila pure persone che conosci così così: può darsi che siano proprio quelle a sorprenderti di più.

Chiudo con una regoletta: fai come se la privacy su Facebook non esistesse. In teoria è possibile comunicare solo con certe persone, mostrare foto solo ad alcuni etc. Ma gli errori tuoi (o i giramenti di palle dei gestori facebook) sono all'ordine del giorno, e quindi non si sa mai: ogni volta che immetti una qualunque informazione su di te, pensa che è come se tutto il mondo lo venisse a sapere e regolati di conseguenza.
Ah, non è una regola, ma io eviterei di diventare amico di facebook dei propri figli e nipoti, e dei propri capi. Ci sono barriere sociali che devono restare tali, a mio avviso.

(*) che poi forse è la domanda ad essere sbagliata in partenza. Facebook è un mezzo di comunicazione. Okay chiedere come si usa. Ma chiedere a che serve suona strano. A che serve telefonare? Mandarsi le mail? A che servono gli sms? A che serve parlare?