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martedì 20 aprile 2010
giovedì 1 aprile 2010
Con gli ebook nessuno sa cosa stai leggendo
- In effetti può essere una perdita o un bene, dipende da cosa leggi. In ogni caso, un risvolto interessante dell'avvento degli ebook
Ah, the good old days. When you lugged that copy of the Brothers Karamazov everywhere, people saw that you were reading it and quietly approved of you. And, now, these days, with Kindles, you could be reading anything!
- Interviste inventate
Poi si interrogano sulla crisi del giornalismo
Roth asked his agent, Andrew Wylie, to contact Grisham’s agent, David Gernert, and, sure enough, the Grisham “interview” proved to be another hoax. Like Roth, Grisham took the trouble to double-check his press contacts, and found no record of Debenedetti. “I was more shocked than angered,”(nel pezzo linkato è anche fantastico Roth che, parlando del tizio in questione, pensa "surely his career is over". Sì, bravo Roth, hai capito tutto dell'Italia).
AGGIORNAMENTO:
A quanto pare se n'è inventate ben più di due
- Lezione di fotoritocco
- Negli ultimi 15 anni siamo andati benone
martedì 9 giugno 2009
giovedì 7 maggio 2009
Spinoza.it : Un'intervista serissima
Per il numero appena uscito di Hi_Test ho intervistato Stefano Andreoli, il curatore di Spinoza, il blog satirico più famoso d'Italia. Per esigenze di spazio, sulla rivista l'intervista è tagliata; qui sotto - in esclusiva per Il Diperdente! - la riporto nella sua versione integrale, arricchita anche da una domanda fresca fresca sulle polemiche che la satira può ingenerare. Gustatevela :-)
D. Come nasce Spinoza? Con quali aspirazioni? E, visto il crescente successo, tali aspirazioni si sono modificate?
R. Spinoza nasce nel 2005 come secondo blog di Alessandro Bonino (alias Eiochemipensavo). Il nome è un omaggio al filosofo Spinoza. All'inizio la satira non c'entrava, se vai a vedere i primi post trovi foto, riflessioni, aforismi, citazioni: era, come dire, un puntaspilli, un tumblr ante-litteram. Alessandro mi ha invitato a scriverci qualche anno più tardi, insieme ad altri blogger suoi amici.
A fine 2006 cominciai a inserire sul blog brevi e sporadici pezzi satirici per dare sfogo alla mia passione per la scrittura umoristica: dopo la caduta del governo Prodi ho cominciato a intensificare gli interventi, dando loro un taglio maggiormente politico.
Si può dire che Spinoza sia nato per la seconda volta il 15 aprile 2008, all'indomani del voto che ha riportato al governo il centrodestra. Quel giorno il mio post Tragedie in due battute (ispirato a un noto dialogo di Frankenstein Junior) fu segnalato dal sito di Repubblica e ripreso da molti blog come metafora dell'esito elettorale, portando sul sito molti lettori e spingendomi ad andare avanti per quella strada. Dopo qualche mese in cui ci ho scritto solo io, alcuni amici di rete si sono offerti di collaborare alla stesura dei testi, e da lì ne sono arrivati altri, poi altri ancora, fino a diventare centinaia.
Come nasce un post? come siete organizzati? Che ruoli hanno le 4 persone citate nelle info? Chi scrive e chi sceglie le battute da pubblicare? E secondo che criterio le scegliete?
Di fatto ho "ereditato" tutta la gestione del blog, anche se Alessandro continua ad occuparsi delle questioni tecniche. Per cui sono io a scegliere le battute da pubblicare, secondo il mio gusto personale e nient'altro: l'importante è che facciano ridere. Ovvio che quando si affrontano argomenti delicati è difficile ironizzare in maniera efficace, ma finora non ci siamo fermati davanti a nulla.
Pur assemblando contributi di decine di autori diversi ogni giorno, l'idea è quella di creare uno stile (e un pensiero) riconoscibile, come se fossero frammenti di un unico monologo. Il lavoro di editing e di cucitura dei diversi contributi è impegnativo, e il fatto che non si noti mi fa capire che è riuscito bene.
Gianluca Chiappini (Chiagia) e Mauro Gasparini sono stati i primi ad offrirmi la loro collaborazione, e grazie alle loro intuizioni il blog è riuscito a guadagnare molto seguito. Durante i giochi di Pechino Mauro lanciò il tormentone delle Padalimpiadi, invitando i lettori a ipotizzare le specialità di una ipotetica olimpiade padana. Vennero fuori cose notevoli (Bing-bong, Lotta greco-terrona, Anelli al naso, 20 km di ronda, Vilipendìo - con l'accento sull'ultima i). Durante il tormentone-Villari alla vigilanza Rai Gianluca si inventò l'appellativo Vinavillari, che fu ripreso in lungo e in largo, anche in tv. (Tra i collaboratori più assidui che sono venuti dopo cito anche Stefano Pisani, uno che ha vinto il premio Troisi, mica fanfole).
E' possibile avere qualche brevissimo cenno biografico dei 4 suddetti (età, città di residenza e occupazione, principalmente)?
Ci chiamiamo Stefano Andreoli, alias Stark, trent'anni, di Cesena.
Alessandro Bonino alias Eiochemipensavo, 35, di Cuneo.
entrambi appassionati di tecnologia e blogger di lungo corso. Nel 2007 abbiamo curato insieme un libro, Sempre cara mi fu quest'ernia al colon, dedicato al gioco dei fincipit e basato anche questo sui contributi dei navigatori: se lo vuoi menzionare fai pure, non ci offendiamo :)
(In realtà nella vita vera facciam cose piuttosto normali, io sono uno studente molto fuoricorso e Alessandro fa l'assicuratore. Ma anche se non lo scrivi siamo contenti lo stesso, eh)
(Gli altri due: Gianluca è di La Spezia, Impiegato. Gasparini è di Venezia, scrittore. Entrambi quarantenni, ancora piacenti)
Quanto tempo vi porta via la creazione di un post e la gestione di tutto ciò che ruota intorno a Spinoza, per esempio il forum?
La singola battuta in genere nasce da un'intuizione fulminante, ma la composizione di un post richiede un lavoro ben diverso: occorre scegliere i contributi, modificarli, amalgamare gli argomenti all'interno del post, corredare ogni battuta con un link alla notizia a cui fa riferimento. Alla fine se ne vanno minimo un paio d'ore, generalmente notturne. In più sono un perfezionista, e questo non mi aiuta. E' dura, ma alla fine mi diverto un sacco, e questo ripaga la fatica.
Potete fornirci qualche dato riguardo al numero di accessi, sottoscrittori al feed, insomma dei numeri che illustrino quella che mi sembra una popolarità crescente? (o, ovviamente, che neghino tale impressione se questo è il caso)
un po' di freddi numeri:
Picchi di oltre 5000 visitatori unici al giorno, più 3000 lettori via feed.
Visite: circa diecimila a settembre 2008, 20mila a ottobre, 50mila a novembre e via crescendo fino ai circa 100.000 di Febbraio 2009 (160mila le pagine viste)
Più di 100 persone hanno avuto almeno una battuta pubblicata sul blog.
Attuali piazzamenti nelle classifiche dei blog italiani: 13° posizione su Blogbabel, 7° su Wikio.
La classifica mondiale dei blog di Technorati vede Spinoza intorno alla cinquemillesima posizione.
Visti dall'esterno sembrate una specie di foglio satirico open source. In che percentuale le battute che pubblicate provengono dai vostri lettori? Siete soddisfatti dell'andamento del forum?
Di fatto non esiste differenza tra lettori e autori, visto che chiunque passi da Spinoza può inviare battute (tramite i commenti o il forum) e diventare autore a sua volta; per questo qualcuno ha definito "social satira" il meccanismo collettivo che alimenta il blog. Le mie battute sono mischiate a quelle degli altri contributori, che sono in larga maggioranza. Il forum si è reso necessario per incanalare in maniera più strutturata le centinaia di battute che ogni giorno vengono inviate dai lettori, e a giudicare dalla partecipazione (in sole tre settimane ha superato i 300 utenti iscritti e i tremila messaggi totali) direi che è un buon sistema.
Quali soddisfazioni o riconoscimenti avete ricevuto fino ad'ora? Proposte di collaborazione con autori/attori comici?
La soddisfazione più grande è la crescita esponenziale delle visite, delle citazioni di altri blog e degli attestati di stima dei lettori. Sarebbe bello crescere ancora e portare Spinoza fuori dal web - in verità qualche proposta è nell'aria - ma la storia recente insegna che una satira così esplicita e diretta difficilmente approda su grandi palcoscenici, e in genere non dura. Stiamo a vedere.
Per converso: avete avuto dei problemi? Minacce di querela o addirittura querele vere e proprie?
Qualcuno ci ha detto che il vero successo arriverà solo con la prima querela, ma al momento non ci teniamo a verificare :) Il fatto è che i politici sembrano allergici alla rete, ma in realtà vanno a cercare il loro nome su google ogni mezz'ora, per cui si accorgono subito se qualcuno parla male di loro. E in genere hanno la querela facile. Per questo cerchiamo di essere caustici senza sconfinare nell'insulto gratuito, in maniera da tenerci al riparo da questi inconvenienti.
In riferimento all''avviso ai comici: avete già avuto notizia di comici che hanno riutilizzato vostre battute? Se sì, chi e in che misura? E anche se ciò è accaduto: visto che una parte delle vostre battute proviene dai lettori, come potete essere certi che non siano stati i lettori a copiare dai comici, invece che il contrario? (o che non si tratti di puro caso, in fondo una battuta simile puà venire in mente a più persone indipendentemente).
In questi mesi ho sentito (e mi hanno riportato) battute già apparse su Spinoza riprese in maniera quasi letterale da comici tv, e visto che guardo pochissima televisione può darsi che qualcos'altro mi sia sfuggito. Certo, molti comici usano battute che i fan inviano loro, per cui non discuto la buona fede né me la prendo più di tanto. Il punto è che in molti, specie dentro la tv, sono ancora convinti che quel che si trova su internet non appartenga a nessuno, per cui è prassi comune "spizzicare" dalla rete idee, video e testi. Poi però vedi come si incazzano quando ti azzardi a mettere tre minuti di una trasmissione su youtube.
Alcuni recenti post (quello sul terremoto e quello su Berlusconi mangia mortadella) hanno generato un fiume di commenti e scatenato notevoli polemiche. Cosa ne pensi e che sensazioni ti sta lasciando la cosa?
Non si può piacere a tutti. Come il caso-Vauro ha insegnato, c'è gente convinta che fare satira sulle tragedie significhi per forza mancare di rispetto alle vittime, e qualcuno ce lo ha fatto notare. Rispetto tutte le opinioni, ma per me è esattamente il contrario: le circostanze tragiche, come il terremoto in Abruzzo, impongono a chi fa satira di mettere a nudo le contraddizioni e gli aspetti più squallidi dell'evento e delle sue conseguenze, come il pietoso teatrino che molte tv hanno imbastito intorno alle macerie. E' chiaro che è un compito delicato e non sempre si coglie nel segno, ma dire a priori
"su questa cosa non si può scherzare" imporrebbe di pesare le tragedie, e allora bisognerebbe stabilire, ad esempio, se un terremoto è più o meno "tragico" di un barcone di immigrati che affonda. Non mi sembra una strada praticabile.
[per la precisione: l'intervista, svolta via email, risale al 20 marzo scorso, a parte l'ultima domanda/risposta che è di oggi]
D. Come nasce Spinoza? Con quali aspirazioni? E, visto il crescente successo, tali aspirazioni si sono modificate?
R. Spinoza nasce nel 2005 come secondo blog di Alessandro Bonino (alias Eiochemipensavo). Il nome è un omaggio al filosofo Spinoza. All'inizio la satira non c'entrava, se vai a vedere i primi post trovi foto, riflessioni, aforismi, citazioni: era, come dire, un puntaspilli, un tumblr ante-litteram. Alessandro mi ha invitato a scriverci qualche anno più tardi, insieme ad altri blogger suoi amici.
A fine 2006 cominciai a inserire sul blog brevi e sporadici pezzi satirici per dare sfogo alla mia passione per la scrittura umoristica: dopo la caduta del governo Prodi ho cominciato a intensificare gli interventi, dando loro un taglio maggiormente politico.
Si può dire che Spinoza sia nato per la seconda volta il 15 aprile 2008, all'indomani del voto che ha riportato al governo il centrodestra. Quel giorno il mio post Tragedie in due battute (ispirato a un noto dialogo di Frankenstein Junior) fu segnalato dal sito di Repubblica e ripreso da molti blog come metafora dell'esito elettorale, portando sul sito molti lettori e spingendomi ad andare avanti per quella strada. Dopo qualche mese in cui ci ho scritto solo io, alcuni amici di rete si sono offerti di collaborare alla stesura dei testi, e da lì ne sono arrivati altri, poi altri ancora, fino a diventare centinaia.
Come nasce un post? come siete organizzati? Che ruoli hanno le 4 persone citate nelle info? Chi scrive e chi sceglie le battute da pubblicare? E secondo che criterio le scegliete?
Di fatto ho "ereditato" tutta la gestione del blog, anche se Alessandro continua ad occuparsi delle questioni tecniche. Per cui sono io a scegliere le battute da pubblicare, secondo il mio gusto personale e nient'altro: l'importante è che facciano ridere. Ovvio che quando si affrontano argomenti delicati è difficile ironizzare in maniera efficace, ma finora non ci siamo fermati davanti a nulla.
Pur assemblando contributi di decine di autori diversi ogni giorno, l'idea è quella di creare uno stile (e un pensiero) riconoscibile, come se fossero frammenti di un unico monologo. Il lavoro di editing e di cucitura dei diversi contributi è impegnativo, e il fatto che non si noti mi fa capire che è riuscito bene.
Gianluca Chiappini (Chiagia) e Mauro Gasparini sono stati i primi ad offrirmi la loro collaborazione, e grazie alle loro intuizioni il blog è riuscito a guadagnare molto seguito. Durante i giochi di Pechino Mauro lanciò il tormentone delle Padalimpiadi, invitando i lettori a ipotizzare le specialità di una ipotetica olimpiade padana. Vennero fuori cose notevoli (Bing-bong, Lotta greco-terrona, Anelli al naso, 20 km di ronda, Vilipendìo - con l'accento sull'ultima i). Durante il tormentone-Villari alla vigilanza Rai Gianluca si inventò l'appellativo Vinavillari, che fu ripreso in lungo e in largo, anche in tv. (Tra i collaboratori più assidui che sono venuti dopo cito anche Stefano Pisani, uno che ha vinto il premio Troisi, mica fanfole).
E' possibile avere qualche brevissimo cenno biografico dei 4 suddetti (età, città di residenza e occupazione, principalmente)?
Ci chiamiamo Stefano Andreoli, alias Stark, trent'anni, di Cesena.
Alessandro Bonino alias Eiochemipensavo, 35, di Cuneo.
entrambi appassionati di tecnologia e blogger di lungo corso. Nel 2007 abbiamo curato insieme un libro, Sempre cara mi fu quest'ernia al colon, dedicato al gioco dei fincipit e basato anche questo sui contributi dei navigatori: se lo vuoi menzionare fai pure, non ci offendiamo :)
(In realtà nella vita vera facciam cose piuttosto normali, io sono uno studente molto fuoricorso e Alessandro fa l'assicuratore. Ma anche se non lo scrivi siamo contenti lo stesso, eh)
(Gli altri due: Gianluca è di La Spezia, Impiegato. Gasparini è di Venezia, scrittore. Entrambi quarantenni, ancora piacenti)
Quanto tempo vi porta via la creazione di un post e la gestione di tutto ciò che ruota intorno a Spinoza, per esempio il forum?
La singola battuta in genere nasce da un'intuizione fulminante, ma la composizione di un post richiede un lavoro ben diverso: occorre scegliere i contributi, modificarli, amalgamare gli argomenti all'interno del post, corredare ogni battuta con un link alla notizia a cui fa riferimento. Alla fine se ne vanno minimo un paio d'ore, generalmente notturne. In più sono un perfezionista, e questo non mi aiuta. E' dura, ma alla fine mi diverto un sacco, e questo ripaga la fatica.
Potete fornirci qualche dato riguardo al numero di accessi, sottoscrittori al feed, insomma dei numeri che illustrino quella che mi sembra una popolarità crescente? (o, ovviamente, che neghino tale impressione se questo è il caso)
un po' di freddi numeri:
Picchi di oltre 5000 visitatori unici al giorno, più 3000 lettori via feed.
Visite: circa diecimila a settembre 2008, 20mila a ottobre, 50mila a novembre e via crescendo fino ai circa 100.000 di Febbraio 2009 (160mila le pagine viste)
Più di 100 persone hanno avuto almeno una battuta pubblicata sul blog.
Attuali piazzamenti nelle classifiche dei blog italiani: 13° posizione su Blogbabel, 7° su Wikio.
La classifica mondiale dei blog di Technorati vede Spinoza intorno alla cinquemillesima posizione.
Visti dall'esterno sembrate una specie di foglio satirico open source. In che percentuale le battute che pubblicate provengono dai vostri lettori? Siete soddisfatti dell'andamento del forum?
Di fatto non esiste differenza tra lettori e autori, visto che chiunque passi da Spinoza può inviare battute (tramite i commenti o il forum) e diventare autore a sua volta; per questo qualcuno ha definito "social satira" il meccanismo collettivo che alimenta il blog. Le mie battute sono mischiate a quelle degli altri contributori, che sono in larga maggioranza. Il forum si è reso necessario per incanalare in maniera più strutturata le centinaia di battute che ogni giorno vengono inviate dai lettori, e a giudicare dalla partecipazione (in sole tre settimane ha superato i 300 utenti iscritti e i tremila messaggi totali) direi che è un buon sistema.
Quali soddisfazioni o riconoscimenti avete ricevuto fino ad'ora? Proposte di collaborazione con autori/attori comici?
La soddisfazione più grande è la crescita esponenziale delle visite, delle citazioni di altri blog e degli attestati di stima dei lettori. Sarebbe bello crescere ancora e portare Spinoza fuori dal web - in verità qualche proposta è nell'aria - ma la storia recente insegna che una satira così esplicita e diretta difficilmente approda su grandi palcoscenici, e in genere non dura. Stiamo a vedere.
Per converso: avete avuto dei problemi? Minacce di querela o addirittura querele vere e proprie?
Qualcuno ci ha detto che il vero successo arriverà solo con la prima querela, ma al momento non ci teniamo a verificare :) Il fatto è che i politici sembrano allergici alla rete, ma in realtà vanno a cercare il loro nome su google ogni mezz'ora, per cui si accorgono subito se qualcuno parla male di loro. E in genere hanno la querela facile. Per questo cerchiamo di essere caustici senza sconfinare nell'insulto gratuito, in maniera da tenerci al riparo da questi inconvenienti.
In riferimento all''avviso ai comici: avete già avuto notizia di comici che hanno riutilizzato vostre battute? Se sì, chi e in che misura? E anche se ciò è accaduto: visto che una parte delle vostre battute proviene dai lettori, come potete essere certi che non siano stati i lettori a copiare dai comici, invece che il contrario? (o che non si tratti di puro caso, in fondo una battuta simile puà venire in mente a più persone indipendentemente).
In questi mesi ho sentito (e mi hanno riportato) battute già apparse su Spinoza riprese in maniera quasi letterale da comici tv, e visto che guardo pochissima televisione può darsi che qualcos'altro mi sia sfuggito. Certo, molti comici usano battute che i fan inviano loro, per cui non discuto la buona fede né me la prendo più di tanto. Il punto è che in molti, specie dentro la tv, sono ancora convinti che quel che si trova su internet non appartenga a nessuno, per cui è prassi comune "spizzicare" dalla rete idee, video e testi. Poi però vedi come si incazzano quando ti azzardi a mettere tre minuti di una trasmissione su youtube.
Alcuni recenti post (quello sul terremoto e quello su Berlusconi mangia mortadella) hanno generato un fiume di commenti e scatenato notevoli polemiche. Cosa ne pensi e che sensazioni ti sta lasciando la cosa?
Non si può piacere a tutti. Come il caso-Vauro ha insegnato, c'è gente convinta che fare satira sulle tragedie significhi per forza mancare di rispetto alle vittime, e qualcuno ce lo ha fatto notare. Rispetto tutte le opinioni, ma per me è esattamente il contrario: le circostanze tragiche, come il terremoto in Abruzzo, impongono a chi fa satira di mettere a nudo le contraddizioni e gli aspetti più squallidi dell'evento e delle sue conseguenze, come il pietoso teatrino che molte tv hanno imbastito intorno alle macerie. E' chiaro che è un compito delicato e non sempre si coglie nel segno, ma dire a priori
"su questa cosa non si può scherzare" imporrebbe di pesare le tragedie, e allora bisognerebbe stabilire, ad esempio, se un terremoto è più o meno "tragico" di un barcone di immigrati che affonda. Non mi sembra una strada praticabile.
[per la precisione: l'intervista, svolta via email, risale al 20 marzo scorso, a parte l'ultima domanda/risposta che è di oggi]
lunedì 4 maggio 2009
mercoledì 7 gennaio 2009
Il dono della sintesi
musebin.com: recensioni musicali in meno di 140 caratteri. Quelle di Chinese Democracy sono spettacolari.
martedì 30 dicembre 2008
A che serve facebook
Con la crescente diffusione di Facebook, capita di sentirsi chiedere "ma a che serve?". (*) Domanda a cui talvolta anche i più veterani non sanno bene come rispondere, il che può portarli a pensare: "forse dovrei chiudere il mio account".
Ecco cosa rispondo io.
Secondo me Facebook può servire per avere mini-aggiornamenti sulla vita di persone che conosci (e per dare a loro mini-aggiornamenti sulla tua). Per fare questo, nella finestrella che compare in cima alla homepage, dove c'è scritto "che fai in questo momento?", scrivi un pensiero, cosa stai facendo, cosa stai per fare o una minchiata qualunque.
Poi torna a controllare la tua pagina facebook una volta al giorno: vedrai un aggiornamento sulle ultime attività dei tuoi amici: Alessandra non ha trovato le sue amiche quarantenni, Marco parteciperà a "Cultura digitale e politica dell'informazione", Ghigo pensa che facebook sia una merda (e lo scrive su facebook).
Poi magari leggerai che Morena ha scritto a Matteo che il suo vino è molto buono, e che Marta è appena stata taggata in una foto: cliccherai sulla foto e ti ritroverai a farti un pochino di cazzi suoi, guardando le foto del Natale della cognata. E ti arriverà una notifica sul fatto che Maurizio è diventato fan del gruppo "Vecchietti che guardano i lavori in corso" e magari gli darai un'occhiata pure tu e così via.
Sulle prime ti sembrerà immancabilmente una puttanata pazzesca. Ma se consulterai la tua pagina di facebook per cinque-dieci minuti ogni giorno in cui ti colleghi a internet, e se avrai la ventura di avere amici che usano facebook (sottolineo: *usano*, nel senso che dicevo prima, non che semplicemente hanno un account che non aggiornano mai), vedrai che dopo un po' comincerai a trarne qualcosa, e magari ti sembrerà di conoscere meglio alcune persone.
Per aumentare le possibilità che ciò accada, è utile avere un buon numero di "amici": e non limitarti a quelli che consideri veramente tuoi amici, infila pure persone che conosci così così: può darsi che siano proprio quelle a sorprenderti di più.
Chiudo con una regoletta: fai come se la privacy su Facebook non esistesse. In teoria è possibile comunicare solo con certe persone, mostrare foto solo ad alcuni etc. Ma gli errori tuoi (o i giramenti di palle dei gestori facebook) sono all'ordine del giorno, e quindi non si sa mai: ogni volta che immetti una qualunque informazione su di te, pensa che è come se tutto il mondo lo venisse a sapere e regolati di conseguenza.
Ah, non è una regola, ma io eviterei di diventare amico di facebook dei propri figli e nipoti, e dei propri capi. Ci sono barriere sociali che devono restare tali, a mio avviso.
(*) che poi forse è la domanda ad essere sbagliata in partenza. Facebook è un mezzo di comunicazione. Okay chiedere come si usa. Ma chiedere a che serve suona strano. A che serve telefonare? Mandarsi le mail? A che servono gli sms? A che serve parlare?
Ecco cosa rispondo io.
Secondo me Facebook può servire per avere mini-aggiornamenti sulla vita di persone che conosci (e per dare a loro mini-aggiornamenti sulla tua). Per fare questo, nella finestrella che compare in cima alla homepage, dove c'è scritto "che fai in questo momento?", scrivi un pensiero, cosa stai facendo, cosa stai per fare o una minchiata qualunque.
Poi torna a controllare la tua pagina facebook una volta al giorno: vedrai un aggiornamento sulle ultime attività dei tuoi amici: Alessandra non ha trovato le sue amiche quarantenni, Marco parteciperà a "Cultura digitale e politica dell'informazione", Ghigo pensa che facebook sia una merda (e lo scrive su facebook).
Poi magari leggerai che Morena ha scritto a Matteo che il suo vino è molto buono, e che Marta è appena stata taggata in una foto: cliccherai sulla foto e ti ritroverai a farti un pochino di cazzi suoi, guardando le foto del Natale della cognata. E ti arriverà una notifica sul fatto che Maurizio è diventato fan del gruppo "Vecchietti che guardano i lavori in corso" e magari gli darai un'occhiata pure tu e così via.
Sulle prime ti sembrerà immancabilmente una puttanata pazzesca. Ma se consulterai la tua pagina di facebook per cinque-dieci minuti ogni giorno in cui ti colleghi a internet, e se avrai la ventura di avere amici che usano facebook (sottolineo: *usano*, nel senso che dicevo prima, non che semplicemente hanno un account che non aggiornano mai), vedrai che dopo un po' comincerai a trarne qualcosa, e magari ti sembrerà di conoscere meglio alcune persone.
Per aumentare le possibilità che ciò accada, è utile avere un buon numero di "amici": e non limitarti a quelli che consideri veramente tuoi amici, infila pure persone che conosci così così: può darsi che siano proprio quelle a sorprenderti di più.
Chiudo con una regoletta: fai come se la privacy su Facebook non esistesse. In teoria è possibile comunicare solo con certe persone, mostrare foto solo ad alcuni etc. Ma gli errori tuoi (o i giramenti di palle dei gestori facebook) sono all'ordine del giorno, e quindi non si sa mai: ogni volta che immetti una qualunque informazione su di te, pensa che è come se tutto il mondo lo venisse a sapere e regolati di conseguenza.
Ah, non è una regola, ma io eviterei di diventare amico di facebook dei propri figli e nipoti, e dei propri capi. Ci sono barriere sociali che devono restare tali, a mio avviso.
(*) che poi forse è la domanda ad essere sbagliata in partenza. Facebook è un mezzo di comunicazione. Okay chiedere come si usa. Ma chiedere a che serve suona strano. A che serve telefonare? Mandarsi le mail? A che servono gli sms? A che serve parlare?
venerdì 17 ottobre 2008
Wordle: tante belle parole
Worlde è la tipica applicazione internet che non si sa bene a cosa serve ma che quando la vedi pensi "che figata!"
Clicchi su Create, inserisci un po' di testo (o l'url di una qualunque pagina web dotata di feed rss) e nel giro di qualche secondo ti compare una roba tipo questa:

cioè una sorta di tag-cloud con tutte le parole più usate in quella pagina. Quella sopra è relativa agli ultimi aggiornamenti di Altroconsumo (che evidentemente ama autonominarsi e ha la fissa delle banche).
Qui c'è il wordle di questo blog:

(da cui si evince che la Wii Fit è un mio cavallo di battaglia)
E chi indovina cos'è questo?

Per chi avesse tempo da perdere e voglia di diverticchiarsi a creare altri Wordle, un consiglio: dopo averne creato uno, sulla parte superiore della finestra appare un menù che consente di impostare varie caratteristiche (font, colori, orientamento etc). Consiglio di selezionare il comando "Languages - Remove common italian words", così da eliminare dalla nuvolona congiunzioni, articoli e altre parole che rovinerebbero l'effetto.
Clicchi su Create, inserisci un po' di testo (o l'url di una qualunque pagina web dotata di feed rss) e nel giro di qualche secondo ti compare una roba tipo questa:
cioè una sorta di tag-cloud con tutte le parole più usate in quella pagina. Quella sopra è relativa agli ultimi aggiornamenti di Altroconsumo (che evidentemente ama autonominarsi e ha la fissa delle banche).
Qui c'è il wordle di questo blog:
(da cui si evince che la Wii Fit è un mio cavallo di battaglia)
E chi indovina cos'è questo?
Per chi avesse tempo da perdere e voglia di diverticchiarsi a creare altri Wordle, un consiglio: dopo averne creato uno, sulla parte superiore della finestra appare un menù che consente di impostare varie caratteristiche (font, colori, orientamento etc). Consiglio di selezionare il comando "Languages - Remove common italian words", così da eliminare dalla nuvolona congiunzioni, articoli e altre parole che rovinerebbero l'effetto.
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